MONTANARO (To). La Sindone di Casa Ricca (via Cavour, 22).

Con la Sindone sono forti i rapporti con il paese di Montanaro, oltre che per una ragionevole ipotesi di passaggi avvenuti durante i vari spostamenti del Sacro Lenzuolo in Piemonte, anche per la presenza, a ricordo di tale passaggio di un affresco, che è stato attribuito ai primi del ‘700, ma che presumibilmente potrebbe risalire al ‘600, l’epoca d’oro degli affreschi popolari sindonici in Piemonte.
Tale affresco è situato sulla facciata di casa Ricca (già casa del pittore Andrea Ponchia), in una strada principale di Montanaro, via Cavour, 22, e misuta cm 135 di larghezza x cm 73 di altezza.
Il lenzuolo sindonico raffigurato ha una particolarità in quanto è dipinto con la visione frontale del corpo di Cristo a destra e la visione dorsale a sinistra, testimoniando una particolare ostensione della Sindone in tale modalità, tuttavia non documentata, o piuttosto l’artista era all’oscuro delle modalità ostensive del telo.
La Sindone è sorretta da tre santi, e cioè da San Francesco d’Assisi a sinistra, fondatore dell’Ordine dei Francescani, il santo che ricevette le stigmate, da San Giovanni Battista al centro, e da San Domenico a destra, il santo fondatore dell’Ordine dei Domenicani. Tale immagine testimonia come la Sindone venisse esposta anticamente alla venerazione dei fedeli, sorretta da persone che stavano in piedi, reggendo il lenzuolo per il lato lungo superiore, dove c’era la cucitura; il numero dei religiosi che sorreggevano la Sindone variava, partendo da un numero di 3, 5, 7, 9 e talvolta 11, in genere vescovi, arcivescovi, o cardinali. Nelle raffigurazioni pittoriche, tali gerarchie venivano spesso sostituite in parte o completamente da santi.
La tipologia dell’affresco documenta che tale pittura si può fare risalire ad un’epoca seicentesca, anzichè settecentesca. I vari passaggi della Sindone in Piemonte sono testimoniati a partire dal 1471, e pare che le più antiche raffigurazioni sindoniche iniziarono a partire dalla fine del ‘400, ma più sicuramente dal ‘500. L’affresco piemontese con raffigurazioni sindoniche più antico è quello di Voragno di Ceres, risalente al 1535/36, che documenta il passaggio della Sindone dalla Valle d’Ala quando la Sindone andò a Vercelli e poi a Torino, e successivamente a Milano, ove nel Castello Sforzesco ci fu una importante Ostensione documentata.
Il Tonelli nel suo libro “La Santa Sindone“, SEI, Torino 1961, riporta: “Specialmente per lo zelo del Padre teatino Agostino Pepe, napoletano che nel 1650 predicò nel Duomo di Torino, si diffuse l’uso di dipingere la Sindone sulle vecchie case della città. Quest’uso si diffuse anche nei paesi di campagna”.
L’affresco di Montanaro riporta il lenzuolo con accennato il senso del panneggio e del movimento del telo; ma tale movimento sarebbe stato dipinto maggiormente accentuato in un’epoca settecentesca; inoltre riporta i segni delle bruciature dell’incendio di Chambery del 1532 e delle toppe aggiunte in riparazione dalle Clarisse, anche nei lati brevi, a mo’ di cornice, mentre in realtà tali segni sono presenti solo nei lati lunghi.

Autore: Giovanna Sini Coppa Lanzillo, in “Montanato, Percorsi culturali“, II dicembre 2000, a cura dell’Associazione “Amici del Castello e Complesso Abbaziale di Fruttuaria”

Tipologia: Affresco

Tipo Edificio: Chiesa