TORINO. I segreti del piumino e della spazzola usati nei ’900 per ripulire la Sindone.

Qualcuno lo guarda e dice ciò che altri intorno hanno già pensato: il piumino sembra uscito da «La Bella e la Bestia» di Disney. Già, la Sindone è stata nel tempo anche spolverata e spazzolata. E il piumino dal manico verde, con piume nere e fucsia, normalmente conservato nell’Archivio arcivescovile, da ieri lo si può vedere al Museo Diocesano, la galleria e scavo archeologico che occupa il sotterraneo del Duomo. Nella vetrinetta c’è anche una spazzola, entrambi furono utilizzati durante le ostensioni del 1898 e del 1931. Sono pezzi della mostra «La Sindone: immagine, immagini, oggetti» che proseguirà fino al 13 gennaio.

Tra le curiosità, una copia della Sindone di dimensioni identiche all’originale dipinta da un anonimo nel 1634, prestata dalle suore carmelitane di Moncalieri, con i documenti che certificano il suo essere stata a contatto con la Sindone nel 1931 e nel 1978. Poi, pergamene del XVII dipinte con l’immagine della Sindone circondata da decori floreali, un antifonario con musica sindonica, un quadro attribuito al Taricco e, all’ingresso, «L’ostensione in piazza Castello» di un pittore fiammingo attivo a Torino all’inizio del ’700. Una curiosità nella curiosità a proposito della spazzola: il direttore del Museo della Sindone, il professor Nello Balossino, all’inaugurazione ha raccontato che «anche nel ’97, quando srotolammo la Sindone dopo l’incendio, usammo la spazzola: per togliere piccoli frammenti di sangue e di tessuto. Suor Maria Clara li metteva in provette». Materiale prezioso e ambito, conservato al sicuro in Arcivescovado.

Autore: Maria Teresa Martinengo

Fonte: www.lastampa.it, 28 set 2018