TORINO. E il cupolino inondato di luce si trasformò in bocca di fuoco.

Impreziosito dagli affreschi durante l’incendio subì gravissimi danni e le decorazioni andarono completamente distrutte.
All’interno della cupola della Sindone, sulla sua sommità, il mistero della resurrezione riassunto da Guarino Guarini nella sua geometrica architettura culmina con un cupolino. Si tratta di uno spazio raccolto, inondato di luce, impreziosito dagli affreschi di Carlo Giuseppe Cortella, esperto di apparati scenici, regista dei grandi eventi della corte sabauda. È qui che Guarini colloca un meraviglioso capriccio barocco: una raggiera lignea dorata tridimensionale, con al centro la colomba simbolo dello Spirito Santo, che contrasta con i marmi neri della cupola. Forse uno dei simboli della giornata odierna, sicuramente della stessa cappella.
Durante l’incendio del 1997 il cupolino diventò la bocca di fuoco del gigantesco camino in cui fu trasformato il capolavoro guariniano, subì gravissimi danni e le decorazioni andarono completamente distrutte. Proprio per il suo alto valore simbolico quel piccolo ambiente venne subito adottato dalla «Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino», importante istituzione di mecenatismo innovativo e progettuale nata trent’anni fa dalla sensibilità delle aziende al patrimonio artistico della città, composto oggi da 31 soci. Tra questi le più importanti aziende e istituzioni del territorio nazionale.
Il cupolino della Cappella della Sindone risplende da oggi nuovamente sulla sua sommità proprio grazie alla Consulta. L’intervento, progettato e realizzato in collaborazione con i Musei Reali e in accordo con gli Enti di Tutela del Ministero per i Beni Culturali, restituisce al visitatore sia le diverse fasce decorative dei dipinti murali, sia la preziosa «macchina della raggiera», lo splendore con raggi che sostiene ed esalta il volo della colomba. «Il complesso e delicato restauro del cupolino – spiega Adriana Acutis, presidente della Consulta – costituisce l’ultimo tassello in ordine di tempo del progetto sindonico avviato negli anni».
Dialoga idealmente e spiritualmente con l’opera «Pietre Preziose», realizzata da Giulio Paolini e donata dalla Consulta nel 2017, in occasione del proprio trentennale, al patrimonio cittadino. L’installazione, realizzata con frammenti marmorei originali della Cappella della Sindone lesionati dall’incendio ma restituiti a nuova vita dall’artista, è collocata nei Giardini Reali.
Tornando a ritroso nel tempo, la Consulta ha realizzato nel 2009 il restauro delle facciate della Chiesa del Santo Sudario e del Museo della Sindone e ha sostenuto il Centro Culturale Diocesano per l’individuazione, lungo la Valle di Susa, di itinerari di interesse culturale e religioso. Nel 2015, in occasione dell’ultima Ostensione ha sostenuto due significative esposizioni, una dello scultore Umberto Mastroianni, nonché il «Compianto sul Cristo morto», capolavoro del Beato Angelico. Per l’Ostensione del 2010, a Palazzo Reale, ha sostenuto la mostra «Il Tesoro della Sindone. Mirabilia del Sacro e incisioni sindoniche di Umberto II di Savoia», sulla storia delle Ostensioni nei secoli.

Autore: Andrea Parodi

Fonte: www.lastampa.it, 26 set 2018