La Resurrezione fissò la Sindone? ‹L’Uomo crocifisso emanò fasci di radiazioni›.

L’ inspiegabile impronta umana lasciata sulla Sindone potrebbe essersi prodotta nel momento della Resurrezione, mentre Gesù ‹attraversava› il lenzuolo. L’ipotesi è di uno scienziato che lavora per il Pentagono: il fisico John Jackson, della U. S. Air Force Academy, uno dei 36 esperti che esaminarono la Sindone in occasione dell’ ostensione del 1978.
L’ardita teoria, che farà discutere, poggia tra l’altro su una constatazione molto semplice: le macchie di sangue che si trovano sulla Sindone non corrispondono all’ immagine ‹fotografata› in negativo sul lenzuolo: ad esempio quelle all’ altezza del capo sembrano essere state prodotte da ferite alle guance. Dopo aver lasciato quelle tracce il corpo di Cristo si sarebbe spostato nella posizione registrata dall’ impronta sindonica.
Un movimento che, secondo Jackson, sarebbe avvenuto nell ‘ attimo della Resurrezione. Attraversando il lenzuolo sindonico, così come avrebbe poi attraversato i muri per mostrarsi agli Apostoli il giorno di Pentecoste, Gesù si sarebbe a sua volta lasciato attraversare dal sudario, spiega Jackson: ‹Mentre gli si afflosciava dentro è stato sottoposto all’ azione di una forma di energia radiante che non si propagava attraverso l’ ambiente esterno›.
Jackson inoltre ritiene che le strane mani dell’ uomo raffigurato nel telo siano una vera e propria radiografia. Lo scienziato, che sarà a Roma dal 10 al 12 giugno per un nuovo simposio internazionale sulla Sindone, sponsorizzato dall’ associazione degli storici e degli scienziati francesi, e che dirige la Turin Shroud Corporation, centro di ricerche a Colorado Springs, spiega: ‹Ho posto la mia mano sull’ immagine a grandezza naturale della Sindone. Le mani sono all’ incirca delle stesse dimensioni delle mie, con un’ unica eccezione: le dita dell’ uomo della Sindone appaiono estese molto più verso il palmo della mia mano, fin quasi alla base del polso›.
Nel cercare di capire il perché Jackson ha avuto un’ ispirazione: si è radiografato la mano e ha scoperto che appariva simile a quella dell’ uomo sindonico. Le dita sono lunghe e affusolate come quelle della Sindone e le ossa appaiono sotto la carne come quelle della mano sinistra dell’ uomo crocifisso, compreso il pollice ripiegato sotto il palmo. Per Jackson è chiaro che questa parte della Sindone pare essere una radiografia. Altri particolari depongono a favore dell’ autenticità della reliquia.
Nella Sindone ci sono pollini che si trovano solo in Palestina, in proporzione di due a uno rispetto a quelli che si trovano in Europa Il sudario inoltre corrisponde alle misure ebraiche dell’ epoca, cioè otto cubiti per due, (4, 332 metri per 1, 09) vale a dire cifre tonde nella misura ebraica. Inoltre la tessitura è ‹Kosher› in lino e cotone, non la classica miscela europea di lino e lana.
Sono tutti fattori che ancora costituiscono interrogativi, con buona pace dei risultati della datazione col carbonio 14, effettuata dai laboratori specializzati a Oxford, Zurigo e in Arizona, secondo i quali il lenzuolo va datato al quattordicesimo secolo dopo Cristo.
Jackson non vuole mettere in dubbio l’ attendibilità dei colleghi che hanno proceduto a quel test: vorrebbe però studiare meglio i loro risultati, a lungo promessi e mai divulgati del tutto. Jackson l’ uomo che nel 1976 scoprì che nella Sindone c’ erano anche informazioni tridimensionali, vuole tuttora sapere come potrebbe aver fatto un anonimo falsario medievale a inventarsi tecniche fotografiche, olografiche, radiologiche e chimiche all’ epoca ignote.

Fonte: La Stampa, 9 aprile 1993