Monica PEROSINO. La Sindone in tre dimensioni ” Emoziona ancora di piu”’.

sindone_3DPer vedere non servira’ altro che un paio di occhialetti di plastica, molto simili a quelli indossati al cinema. Sono passati centodieci anni da quel 25 maggio 1898, giorno in cui l’avvocato torinese Secondo Pia scatto’ le storiche fotografie della Sindone.
Le prime. Da quelle foto ha avuto inizio un periodo nuovo e ricco di fascino, quello della «storia scientifica» del Sacro Volto. Che da oggi si potra’ vedere in tre dimensioni.
Merito del professor Bruno Fabbiani e dei colleghi del Politecnico che, negli anni, hanno collaborato alle ricerche. Quest’anno e’ stato depositato il primo brevetto per migliorare l’impronta corporea ed ematica del sacro telo e decine di migliaia di persone potranno emozionarsi di fronte ad un’immagine vista con una nuova prospettiva.
Fabbiani, classe 1944, che gia’ da studente d’ingegneria si occupava di microscopia elettronica e arte grafica e che nel 1970 ha collaborato con Gabor, premio Nobel per la Fisica nel 1974, non aveva piu’ tempo da perdere: «L’immagine della Sindone tende a svanire – spiega -: per questa Ostensione volevo fare vedere il Sacro Volto in un altro modo, piu’ intenso ed emozionante».
L’avventura dell’ex docente del «Poli», esperto in progettazione strumentale e analisi documentali di sicurezza, inizia nel 1998, per caso, quando un collega gli chiede di lavorare su un’immagine ad alta definizione del Sacro Volto.
Una sfida scientifica interessante per un esperto di olografia e anticontraffazione, che conosce i segreti piu’ nascosti delle immagini: «Nella mia vita non sbaglio di molto se dico di aver esaminato oltre centomila immagini. La SINDONE e’ quella piu’ inquietante e interessante, soprattutto per il mistero che circonda la formazione dell’impronta corporea».
L’immagine originale e’ poco contrastata, manca di contorni netti ed e’ monocroma, di colore giallo paglierino. Ma niente paura, e’ stata trasformata in 3D senza alcun ritocco: «Oggi la tecnica permette di modificare facilmente qualsiasi immagine. In questo caso non e’ stata modificata nessuna caratteristica di partenza, rispettandole totalmente» La mente scientifica di Fabbiani rifiuta le polemiche e le domande circa l’autenticita’ del sudario e l’opportunita’ di una visione in 3D, per alcuni troppo spettacolarizzante: «Io faccio analisi e le metto a disposizione degli altri, faccio solo scienza. Non metto in discussione il valore e l’importanza della contemplazione dal vero, ma il mistero scientifico della Sindone e’ stato scoperto con una fotografia. Le mie analisi non alternano l’immagine originaria, ne enfatizzano solo la nitidezza e permettono a chi guarda di apprezzare meglio il primo negativo della Storia».
E per realizzare queste nuove immagini ci voleva un genio dell’olografia – la tecnica che rende visibili le caratteristiche tridimensionali di un oggetto per mezzo di sovrapposizioni («interferenze») di onde luminose – che, visto che c’era, ha inventato e brevettato anche gli speciali occhiali 3D: «A differenza di quelli per la visione anaglifica utilizzano colori attigui e non complementari per esaltare particolari come l’impronta corporea, le tracce ematiche, bruciature e segni». Inforcando gli occhialetti 3D si potranno, insomma, individuare particolari e dettagli non visibili ad occhi nudo ed enfatizzare quelli meno nitidi.

Fonte: La Stampa, 12-03-2010

Autore: Monica Perosino