Il velo della Veronica o Volto Santo.

La Sindone è il lenzuolo funebre completo con l’immagine anteriore e posteriore del corpo, ma vi è anche un’altra iconografia che mostra solo il volto di Cristo (talora erroneamente definita anch’essa sindone) e che rappresenta il cosiddetto “velo della Veronica” che, secondo la versione più nota, sarebbe stata la piccola stoffa di lino con cui una donna di nome Veronica avrebbe asciugato il volto di Cristo durante la salita al Calvario e dove sarebbe rimasta impressa la sua immagine.
L’episodio è leggendario – anche se è entrato nella tradizione cattolica come sesta tappa della attuale Via Crucis – e fa la sua prima comparsa in tre scritti apocrifi tardi appartenenti al Ciclo di Pilato che ci sono pervenuti in autonome redazioni latine medievali (del VIII, IX e XIV secolo) che derivano da una versione precedente andata perduta, probabilmente del VI secolo.
Detta anche “Volto Santo”, di essa vi sono diverse reliquie in chiese italiane ed europee.
Il nome stesso Veronica potrebbe essere una parola popolare composta dalla latina Vera, che significa “vera, reale”, e dal vocabolo greco icon che significa “immagine”.
Nell’alto Medioevo era quindi considerata come la vera immagine di Gesù prima che la Sindone diventasse nota.
Altri interpretano il telo della Veronica come il sudario (il fazzoletto che veniva posto sul volto della salma) di Cristo.
Spesso il velo è raffigurato sorretto dalla donna in dipinti come quello di Memling del 1433 (vedi immagine in evidenza).
In numerose altre opere è invece rappresentato il solo panno con l’effige del volto di Cristo, come, ad esempio, l’olio su tavola del Correggio presso la Galleria Sabauda di Torino.

Autore: Angela Crosta