VINOVO (To). Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, affresco con rappresentazione della Sindone.

La primitiva sede parrocchiale di Vinovo (Vicus Novus) era presso la Chiesa di San Desiderio (una piccola Cappella romanica edificata all’inizio del 1200 e dipendente dalla pieve di Piobesi come altre cappelle della zona; attorno ad essa un cimiterino e forse qualche casupola); il progetto di creare una nuova parrocchia (prevostura) più interna al borgo, divenne realtà nel 1451 (documento Archivio di stato di TO) con l’edificazione di una nuova Chiesa ingrandendo una precedente cappella romanica privata dei Della Rovere posta nell’area del castello (meglio casaforte).
Tale nuovo edificio religioso fu intitolato a San Bartolomeo. I parroci, come era l’uso di allora, furono lasciati di nomina ai Della Rovere. Nel 1472 la Parrocchia venne dotata di una “masseria” ossia di una cascina onde poter trarre il reddito necessario (oltre le decime) per i sacerdoti in cura d’anime.
Con l’ultimo decennio del 500 (non a caso dopo il Concilio di Trento) i della Rovere sponsorizzano la riedificazione della Cappella romanica di San bartolomeo, molto più grande ed in stile come si vede oggi.
All’inizio del secolo successivo, circa il 1615, la Chiesa Parrocchiale venne ulteriormente ampliata e ristrutturata nelle forme che grosso modo si possono ammirare oggi.
Durante la guerra detta del Monferrato o anche per l’assedio di Casale, il 4 agosto 1630 alcuni squadroni di cavalleria diretti a Carignano, saccheggiarono Vinovo ed incendiarono la Chiesa Parrocchiale dove il Potestà aveva fatto rinchiudere le masserizie ed i beni domestici della popolazione sperando di sottrarli alla furia dei soldati. Terminate le operazioni belliche e cessata la contemporanea pestilenza che uccise un terzo della popolazione, la Chiesa fu ricostruita ancora una volta.
Estinti i nobili Della Rovere, e dopo un breve intermezzo di proprietà dei conti Delle Lanze, il feudo di Vinovo con la Chiesa Parrocchiale venne assegnato all’Ordine Mauriziano che ereditò anche i diritti degli antichi feudatari: decime, forni, molini e la nomina dei Parroci di Vinovo.

All’interno, sulla parete destra è appeso una rappresentazione della Sindone, affresco staccato che in origine era su una casa privata in Via Cottolengo angolo vicolo Braida.
Nel 1977 detta casa viene abbattuta e riedificata. Il Comune fa trasferire l’affresco sindonico, opportunamente staccato, nella sala della Giunta comunale.
Tra il 2004 ed il 2006 l’affresco viene trasferito nella parrocchia di san Bartolomeo, assieme al gruppo ligneo del Compianto di Cristo, detto in piemontese “le piurasere”, cioè le piangenti.
L’affresco sindonico è di pittore ignoto di inizio ‘700.

Info:
Via San Bartolomeo, 32 – Vinovo
Telefono 011 9651174

Autore: Feliciano Della Mora con il contributo di Gervasio Cambiano.

Tipologia: Affresco

Tipo Edificio: Chiesa