TORINO. Galleria Sabauda. La Sindone raffigurata da Giulio Clovio.

Uno dei più importanti seguaci di Michelangelo fu il croato Giulio Clovio (1498-1578), il cui nome sarà irreversibilmente associato alla Sindone per l’eternità. A lui si deve infatti un dipinto del 1540 (conservato nella Galleria Sabauda di Torino) che è l’immagine iconografica più famosa della Sindone, seconda solo alla celebre fotografia scattata da Secondo Pia nel 1898, che ha rivelato l’immagine in negativo con una ricchezza di dettagli degna di un miracolo.
Come se non bastasse, probabilmente verso la fine della sua vita, questo discepolo fu anche responsabile della creazione di una “nuova Sindone” o di una reliquia sindonica di “seconda generazione”, ovvero: utilizzando tecniche pittoriche, Clovio fu in grado di riprodurre l’immagine della Sindone su un altro telo, precedentemente “calamitato” (toccato) sulla reliquia originale, in modo da ottenere due reliquie – e non più una sola.
L’intero processo, o “ritualizzazione”, che comportava la produzione di copie, acquisiva una dimensione alchemica – infatti, il vero potere e l’ultimo scopo dell’alchimista era il “rinnovamento”, in altre parole, una “resurrezione”. Questa “seconda reliquia” di Clovio è considerata una delle repliche più perfette della Sindone (oggi sono 135) mai prodotte ed è oggi conservata nel Convento di Santo Domingo a Santiago del Estero, in Argentina.

da “Atila Soares. MICHELANGELO ERA A CONOSCENZA DELLA SINDONE DI TORINO?”
Vedi allegato: Michelangelo e la Sindone-italiano_f

Materia e tecnica: seta (pittura ad acquerello)
Misure:altezza 55 cm; larghezza 44 cm
Numero di inventario: 724 – Galleria Sabauda

Immagine:
La Sindone raffigurata da Giulio Clovio (Galleria Sabauda, Torino / Wikimedia Commons)

Tipologia: Quadro

Tipo Edificio: Museo