A sinistra, appena entrati nel santuario, è appesa una tela di ragguardevole dimensione con raffigurata la deposizione di Gesù dalla croce e la preparazione del suo corpo prima della deposizione nel sepolcro.
Un gruppetto di uomini stanno scendendo il sudario sul corpo esanime di Gesù con gesti che lasciano intendere la conoscenza, da parte del pittore, della Sindone di Torino: due stendono il lenzuolo, rivoltandolo dal capo verso i piedi, altri due osservano che il tutto sia sitemato al meglio; a sinistra Giovanni piage afflitto la morte del suo Signore.
Due scale appoggiate alla croce reggono due individui che hanno appena calato il corpo e stanno recuperando il cartiglio con il motivo della condanna. In disparte due donne sostengono la Madre di Gesù in deliquio e, in lontananza, alcuni stanno approntando il sepolcro dove sarà posto il corpo del Maestro.
In primissimo piano vi è un teschio, simbolo di luogo di morte, e i chiodi della passione utilizzati per crocifiggere il corpo alla croce.
In secondo piano sullo sfondo è possibile vedere un uomo nell’atto di preparare il sepolcro che dovrà ospitare il corpo avvolto nel lino.
La modalità con la quale il corpo viene avvolto nel sudario lascia intendere una conoscenza della Sindone torinese da parte del pittore, il telo infatti viene rivoltato dal capo verso i piedi e non viceversa.
Si può ipotizzare che la tela in questione sia stata donata dal duca Carlo Emanuele I che aveva un occhio di riguardo nei confronti del santuario di Avigliana, al quale donò anche un grande polittico ligneo. Inoltre sotto il suo ducato si tennero svariate ostensioni sindoniche, a riprova del fatto che tale importantissima reliquia venisse utilizzata dalla famiglia Savoia per testimoniare la loro legittimità divina a governare.
Sec. XVII, pittore sconosciuto.
Bibliografia essenziale:
Aa.Vv., La sindone di qua dai monti – documenti e testimonianze, Torino 1978
Natale Maffioli, Il Santuario della Madonna dei Laghi di Avigliana, Avigliana 2011