Vicoforte è celebre per il santuario Regina Montis Regalis che vanta la cupola ellittica in muratura più grande del mondo.
Nella Cappella di San Benedetto, iniziata nel 1663 ed ultimata nel 1713, al centro della parete frontale è posto l’altare maggiore in marmo policromo, sormontato da un quadro di Giovanni Paolo Recchi di Como, raffigurante San Benedetto e San Carlo che adorano la Sindone, datato 1685 (Catalogo Beni culturali lo data 1680). Olio su tela di 263 x 201,5 cm.
L’iconografia del quadro appare rispondente alle indicazioni contenute nell’istrumento che, in data 17 novembre 1661, regolava la costruzione della cappella di San Benedetto, in seguito al testamento di Maria Margherita di Savoia, figlia di Carlo Emanuele I, Marchesa di Mantova, che aveva scelto la cappella per la propria sepoltura lasciando per la sua edificazione 10000 ducatoni. L’istrumento forniva precise indicazioni, oltre che sulla decorazione della cappella e sul monumento funebre della duchessa, anche il quadro da collocare sull’altare: era richiesto ai Monaci che il dipinto, raffigurante “L’immagine del SS. Sudario portato da due o più angeli e sotto l’immagine della Vergine SS. e S. Carlo Borromeo e S. Benedetto”, fosse eseguito in Italia dal “migliore e più eccellente pittore che sia possibile trovarvi”.
Giovanni Paolo Recchi era già presente al Santuario, dove nello stesso 1680 firmava insieme a Raffaele Recchi la decorazione a fresco della volta della cappella di San Bernardo.
Ai lati sono presenti due tele di Sebastiano Taricco con la Deposizione dalla croce e la Deposizione nel sepolcro.
Sulla volta fu affrescato nel 1683, sempre da Sebastiano Taricco (Cherasco, 1641 – Torino, 1710), il Trionfo della Croce con angeli che reggono la Sindone. Intorno alla scena centrale, si affacciano altri angeli con i simboli della passione. Più in basso, nei peducci, si vedono i profeti Isaia, Davide, Geremia e Osea.
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Giovanni Paolo Recchi (1605 circa – 1686 circa) è stato un pittore italiano. Nato a Borgovico, fu allievo del Morazzone e realizzò affreschi in varie chiese del comasco oltre che nelle cappelle del Sacro Monte di Varese. Assieme a lui lavorò anche il fratello Giovanni Battista (n. Borgovico 1600 circa).