Verzuolo è uno dei paesi sgranati sulla strada provinciale per Cuneo, che corre tra la collina saluzzese e la pianura, e la via Saluzzo è una specie di circonvallazione veloce, che attraversa la distesa dei frutteti – principalmente pesche e kiwi – a servizio dei capannoni dove la frutta viene conservata e lavorata.
La cascina con l’affresco è a filo strada, con l’ingresso a un estremo del lungo fronte, nel quale costituisce l’elemento di riconoscimento, per il grandem portone carraio in legno e per il grande affresco, che si dividono la striscia della facciata.
L’affresco (XVII secolo) è uno dei più interessanti per le particolari soluzioni formali e iconografiche: infatti è inserito in una cornice di stucco dal disegno dinamico, tutto curve, interna alla cornice rettangolare di stucco che si rapporta alla facciata, e questa scelta dinamica è causa ed effetto della insolita composizione dinamica dell’ostensione: infatti il Telo qui non è teso orizzontalmente, ma pende dall’alto tenuto da un angelo e, in un angolo, la
Madonna si limita a tenerlo sollevato a metà perché è talmente lungo che toccherebbe terra, spezzando così la giacitura e la forma del Telo; sono spettatori passivi, in ginocchio, un piccolo angelo e il Beato Giovenale Ancina, vescovo di Saluzzo, figura nella quale qualcuno vuole vedere S. Francesco di Sales, che però dovrebbe avere l’aureola.
Fonte:
GIRIODI Sisto, Guida agli affreschi sindonici in Piemonte, Blu edizioni, Torino 2010 – http://www.sistogiriodi.it/librosindoni.htm