Nota come chiesa del Santissimo Sudario dei Piemontesi (in passato Santissimo Sudario dei Savojardi) è oggi la chiesa sussidiaria dell’Ordinariato Militare in Italia. Fu chiesa nazionale del regno di Sardegna e ora chiesa regionale del Piemonte e della Sardegna.
Fu voluta a Roma dalla comunità dei sudditi piemontesi e la chiesa attuale fu progettata e realizzata dall’architetto Carlo Di Castellamonte nel 1605, ad un’unica navata con due cappelle laterali e ricca di stucchi pregevoli.
La chiesa fu restaurata tra il 1660 e il 1692 da Carlo Rainaldi – cui si deve la nuova facciata a due ordini e l’altar maggiore – con l’aiuto del pittore e architetto piemontese Pier Francesco Garoli.
Sull’altare maggiore, è sito un dipinto seicentesco raffigurante una “Pietà” di Antonio Gherardi e, più in alto, vi è un’opera in stucco, di 250 x 600 cm, dello scultore Pietro Mentinovese (realizzata nel 1680-1690 circa) riproducente una Gloria di Angeli con il Padre Eterno; al suo interno vi è una teca con una riproduzione dipinta a olio su tela a grandezza originale (quindi oltre 4 m di lunghezza) della Sacra Sindone, opera della principessa Maria Francesca Apollonia di Savoia (1594 -1656; suora francescana cappuccina e dal 1650 monaca oblata nella Congregazione di Santa Francesca Romana). Datata tra il 1625 e il 1655.
Incerte le vicende di questa copia, che forse fu offerta ad un Papa dell’epoca che poi presumibilmente la donò alla Chiesa del SS. Sudario.
AC