Lagnasco è un piccolo paese agricolo della pianura saluzzese, conosciuto per la produzione di frutta e per il castello dei Taparelli d’Azeglio, un importante complesso di edifici il cui nucleo risale al XII secolo, di cui è in corso il restauro.
In un’ansa della strada antica per Savigliano si nota un giardino alberato, che racchiude una piccola cappella: per entrare nel giardino a vedere da vicino l’affresco bisogna chiedere il permesso nell’adiacente Cascina S. Rosa, un bell’esempio di grande cascina a corte, tutt’ora attiva e ben conservata.
L’affresco è in centro alla facciata, insolito per la forma e l’iconografia: infatti inserito in una spessa cornice di stucco dalle modanature sagomate, arricchite da volute e tralci di fiori e frutti, l’affresco è impostato in verticale anziché in orizzontale, per dare la metà superiore all’ostensione e la metà inferiore a due figure che pregano in adorazione – probabilmente i committenti, perché ancora più in basso ci sono degli stemmi, quelli dei Derossi di Santarosa –; da questa scelta ne consegue che la Madonna, S. Chiara e S. Francesco non riescano a tendere completamente il Sacro Lino, che risulta così più corto del reale come pure risulta più corta l’impronta del corpo del Cristo.
Fonte:
GIRIODI Sisto, Guida agli affreschi sindonici in Piemonte, Blu edizioni, Torino 2010
http://www.sistogiriodi.it/librosindoni.htm