CINAGLIO (AT). Casa privata. Via Roma, 13.

Cinaglio è un piccolo paese disposto su un colle del Monferrato, tranquillo e silenzioso, come fuori dal mondo; sul cocuzzolo più elevato c’è la grande parrocchiale barocca, dopo la quale c’era un piccolo convento, che oggi è una casa privata, denominata casa Molina-Calcagno.
L’edificio è documentato nel catasto del 1751 come proprietà della famiglia Dapavo. A partire dalla seconda metà del XIX secolo l’edificio appartenne alla famiglia Molina, che già possedeva immobili nello stesso sito. Da ultimo pervenne alla famiglia Calcagno che ne fu proprietaria fino ad una decina di anni fa.
Qui, sulla testata verso il piccolo giardino, c’era, in mezzo alla facciata, un affresco sindonico, che, per aprire una finestra, è stato demolito per metà; nella parte ancora visibile, tra l’edera che ricopre la facciata, si vede una figura sola, S. Giovanni Evangelista che regge metà del Lenzuolo, che si indovina comunque di proporzioni insolite – corto e alto – così come sono insolite molte altre cose: che l’affresco sia praticamente monocromo, come disegnato al tratto; che le pieghe bruciate siano viste qui come fregio floreale, che ci sia in basso una scritta, tagliata anche questa a metà – Mater Dol – che fa pensare alla Madonna Addolorata come seconda figura, per una volta messa non in centro, superiore a tutti, ma qui alla pari con S. Giovanni, il quale infine qui è vestito e pettinato come un gentiluomo del Medioevo.

Il personaggio che sorregge il sacro lino è probabilmente San Giacomo della Marca, francescano, fondatore dei Frati Minori Osservanti, beatificato nel 1624. Nell’iconografia più popolare, a partire dal tardo Seicento, viene rappresentato con calice e serpente, per ricordare sia un tentativo di avvelenamento, di cui il Santo fu protagonista, sia per simboleggiare la lotta intrapresa contro gli eretici.
L’iscrizione frammentaria presente nell’affresco permette di riconoscere la Madonna Addolorata come possibile figura centrale del dipinto. Il culto della Madonna Addolorata o Madonna dei Sette Dolori, introdotto dai Serviti e sostenuto dai Francescani, venne riconosciuto in modo ufficiale a partire dal 1667. La Madonna dei Sette Dolori era anche il titolo di una cappella di committenza della famiglia Molina, allestita nella chiesa del paese.
L’affresco di Cinaglio potrebbe essere stato eseguito intorno al terzo quarto del XVII secolo con valore di ex voto, in seguito alle pestilenze ed alle guerre che avevano colpito la popolazione, testimoniando così la particolare venerazione per la Santa Sindone nel paese dove svolgeva un’importante ruolo sociale l’omonima Confraternita (del Sudario).
Inoltre la scelta di raffigurare proprio San Giacomo della Marca, grande predicatore ed avversario degli eretici, potrebbe spiegarsi con una committenza vicina all’ambito francescano, sensibile alle tematiche religiose del tempo ed in particolare al problema degli eretici, perseguitati in quegli anni.

Fonte:
GIRIODI Sisto, Altre sindoni – Guida agli affreschi sindonici in Piemonte, Blu edizioni, Torino 2010
http://www.sistogiriodi.it/librosindoni.htm
CARLA PONZIO – presidente Associazione I LOVE SAN FELICE – carla.ponzio@yahoo.it

Tipologia: Affresco

Tipo Edificio: Edificio privato