Sullo spigolo opposto di piazza San Carlo, all’angolo con la Via Alfieri – lato ovest, nella stessa identica posizione, c’è un cartiglio di stucco rettangolare, sormontato da due volute che racchiudono due volti di angioletti, recuperando fuori del campo del cartiglio uno spunto decorativo, così che lo scarto tra le dimensioni del Lenzuolo vero e quello affrescato è qui ridotto, anche se ancora evidente.
Nel piccolo affresco (1752) reggono il Sudario la Madonna, il duca Emanuele Filiberto e il cardinale S. Carlo Borromeo, il cui devoto pellegrinaggio sindonico aveva offerto a Emanuele Filiberto, con il pretesto di ridurre il viaggio e la fatica del cardinale, l’occasione di un trasferimento «provvisorio» della Sindone da Chambéry a Torino, rivelatosi poi definitivo, salvo traslochi per brevi periodi e per motivi eccezionali: l’assedio del 1706, l’ultima guerra.
Grazie alla maggiore altezza della cornice dell’affresco, cambiano le proporzioni e ricompare l’impronta del corpo di Gesù, mentre rimane tagliato il bordo inferiore del Lenzuolo.
A Torino c’erano altri affreschi sindonici, ma all’interno di edifici diversi, dei quali restano oggi: quello dipinto sul voltone di ingresso di Palazzo Madama (1650), in Piazza Castello, quello nell’atrio di ingresso della Chiesa di S. Lorenzo, quello sulla cupola della chiesa della Madonna del Pilone (Guidobono da Savona, 1645).
A Torino poi sono numerosi i reperti sindonici eseguiti con materiali e tecniche diverse: tele, lenzuoli, rilievi, miniature, pergamene, pale, bozzetti, terracotte, vetrate, acquerelli, gonfaloni e bandiere, conservati prevalentemente nella Collezione Reale e nella Chiesa del S. Sudario.
Fonte:
GIRIODI Sisto, Altre sindoni – Guida agli affreschi sindonici in Piemonte, Blu edizioni, Torino 2010
http://www.sistogiriodi.it/librosindoni.htm