TORINO. Il mistero della Sindone in un cartoon.

Per la prima volta, con una serie di 26 puntate, il cinema d’animazione parla del Sacro Telo.
Antissimi libri, studi scientifici, inchieste giornalistiche, anche romanzi, documentari, trasmissioni tv: ma sino ad ora mai la Sindone aveva ispirato un cartone animato. A riempire la lacuna è Mystery after Mystery,  una serie in animazione di 26 puntate (due minuti l’una) prodotta da Nova-T ed Enanimation, che affronta, come annuncia il titolo, i misteri legati all’affascinante Telo conservato a Torino. In forma simpatica e diretta, con un linguaggio accessibile a tutti, ma con rigore storico e scrupolo scientifico, Mystery after Mystery racconta come la Sindone sia arrivata sino a noi, evidenzia i dubbi che la scienza ha sollevato e di alcune particolarità che ammantano la Sindone di mistero.

Un racconto a più voci. Il centro di ogni puntata è di volta in volta un evento, un mistero, un interrogativo legato alla Sindone . Perciò nella serie si incontrano diversi personaggi che accompagnano in questa singolare ‘inchiesta’: un giovanissimo investigatore di nome Matteo, un poliziotto di nome Max; Caronte; crociati e saraceni; il fotografo Secondo Pia. E poi la piccola Sara, il cardinal Borromeo, Giacomino nato nel 1898, il profeta Isaia, una simpatica suor Maria addetta alla lavanderia, la famiglia Pautasso che non vuole perdersi l’evento dell’anno a Torino…
Il tutto con uno stile grafico semplice ed efficace: «I contenuti che si volevano raccontare – spiega Sante Altizio di Nova-T, sceneggiatore e regista delle puntate – viaggiavano nel tempo e nello spazio e per ciò non si sono potuti utilizzare i sistemi classici del racconto per ragazzi.  La narrazione non segue un percorso cronologico e neppure viene legata a un unico contesto geografico. In ogni puntata, di due minuti, spesso si concentrano eventi accaduti nell’arco di centinaia di anni ed in continenti diversi. Per questo la serie non ha un unico personaggio, perché l’unico protagonista deve essere l’oggetto delle domande».
 
Uno stile al servizio del contenuto. «Siamo convinti – commenta Stefania Raimondi di Enanimation, ideatrice della serie – che per un obiettivo di questo tipo, il cinema d’animazione sia la forma di comunicazione ideale, perché consente ai personaggi di non avere volti, perché i volti sarebbero secondari, in quanto i personaggi sono comparse in un contesto più grande di loro. Anche la scelta dei colori ha seguito coerentemente questa opzione stilistica: per mantenere l’attenzione sul mistero narrato, la produzione è stata realizzata scegliendo poche tonalità cromatiche, adatte a mettere in evidenza gli elementi cruciali delle storie».

L’unione fa la storia. Per realizzare il progetto hanno unito le loro competenze Nova-T, casa di produzioni televisive dei Frati Cappuccini, che da quasi trent’anni lavora nell’audiovisivo di argomento religioso ed educativo, ed Enanimation, che ha portato la sua esperienza nel campo del cinema di animazione, che ha fruttato recentemente l’assegnazione al loro Mia e il Migou dell’Oscar del Cinema europeo come miglior film in animazione. Il soggetto della serie è di padre Mario Durando, provinciale dei Cappuccini piemontesi e grande conoscitore del Telo; il progetto ha avuto il patrocinio della Commissione della diocesi di Torino per la Sindone.
(A.Tom.)

Fonte: L’Avvenire, 23 dicembre 2009