L’edificio fu ricostruito nel 1824 su progetto dell’architetto Gerolamo Arganini, nell’area dell’antica parrocchiale, modificando l’orientamento originario est-ovest nell’attuale sud-nord. La chiesa fu consacrata nel 1827.
Nel 1894 il pittore Beghè realizzò gli affreschi della navata centrale.
Nel 1927, in occasione del primo centenario della consacrazione, la chiesa subì un intervento di restauro ad opera del pittore Mario Albertella.
Conserva una copia della Sindone, un telo di seta, lungo 413 cm e largo 63 cm, sul quale un ignoto pittore ha dipinto l’immagine frontale e dorsale di una figura umana ed i segni ematici delle ferite riferite ad una crocifissione, come si vedono sulla sacra Sindone di Torino.
Al centro del telo si legge la scritta: “Sacrosancta Sindonis Vere Expressa Imago”.
Secondo la tradizione il lenzuolo riprodotto a Torino venne regalato da Emanuele Filiberto di Savoia a san Carlo Borromeo quando, nell’ottobre 1578, si recò a piedi a Torino per venerare la sacra Sindone e sciogliere il voto fatto durante la peste che nel 1576 aveva colpito Milano.
San Carlo morì e la reliquia restò al suo segretario, mons. Lodovico Moneta da Inzago, poi, per passaggi ereditari, ai nobili Vitali che nel 1715 la trasferirono da Milano nella cappella della propria villa d’Inzago.
Nel 1869 il nobile Francesco Vitali la donò, con altre reliquie borromaiche, alla parrocchia Santa Maria Assunta d’Inzago. Oggi è nella cripta della chiesa di Santa Maria Assunta, visibile durante la Pasqua o in altre rare occasioni
È la più antica delle 37 copie esistenti ed è l’unica che mostra come fosse il sudario originale prima dell’incendio del 1532 perché non reca tracce di quelle bruciature.
Fonte:
https://www.chiesadimilano.it/senza-categoria/la-sindone-di-inzago-che-fu-di-san-carlo-33075.html
Vedi anche: LA SINDONE DI INZAGO

