Il vecchio nucleo di Biella, il Piazzo alto sulla rocca, prima che venisse costruita la funicolare, era raggiungibile da una strada che risaliva di sbieco il fianco della rocca. Nel primo tratto di questa strada, ancora oggi selciata, c’è una casa medievale, raro esempio di costruzione con struttura a telaio in legno, riempito di mattoni intonacati, tecnica resa evidente nel primo piano, che, a sbalzo sulla strada, protegge il passaggio e l’ingresso a piano terra.
Questa casa, già notevole di suo è notevole anche per l’affresco sindonico – dipinto più tardi, nel XVII secolo, da un pittore locale, Francesco Chiamona – posto sotto il balcone in legno e raccordato all’arco della porta di ingresso da una architettura dipinta, raffinata per disegno ed esecuzione.
Qui tutto torna: il Sacro Lino e le impronte del Cristo sono grandi il giusto e per tenerlo teso ci sono quattro persone, qui ben riconoscibili: S. Giuseppe e S. Gaetano da Thiene, S. Filippo Neri e S. Nicola da Tolentino, perché la Madonna, qui come Madonna Nera di Oropa, ha le mani occupate a tenere in braccio Gesù bambino.
Fonte:
GIRIODI Sisto, Altre sindoni – Guida agli affreschi sindonici in Piemonte, Blu edizioni, Torino 2010
http://www.sistogiriodi.it/librosindoni.htm